L’evoluzione dei social nel 2022: cosa dobbiamo aspettarci?

Cosa dobbiamo aspettarci dal mondo social nel nuovo anno? Quali sfide saremo chiamati ad affrontare?
Beh, alcuni dei cambiamenti più significativi li abbiamo già vissuti nei mesi scorsi – la rincorsa al successo di TikTok giusto per dirne una – e saranno proprio quest’ultimi ad influenzare le tendenze nei prossimi mesi.

Andiamo nel dettaglio.

Come cambierà il nostro modo di comunicare sui social nel 2022?

Se, con l’avvento di TikTok, sembrava che i contenuti fossero destinati alla brevità, nel 2021 abbiamo vissuto l’esatto contrario: l’ex- Musical.ly passa da 60 secondi a 3 minuti e improvvisamente tutto si ribalta.

Eh sì, ribalta, perché nel mondo social è ormai TikTok a spianare la strada: gli altri lo seguono a ruota. I contenuti nel 2022 devono quindi essere – come sempre – orientati all’utente e ai suoi bisogni, ma anche utili, divertenti e facili da comprendere per chi ci legge o guarda. Non dimentichiamoci la musica: se fino al 2019 che le Stories su Instagram avessero la musica importava poco, oggi, e certamente per tutto il 2022, comunicare anche con la musica continuerà ad essere un elemento cruciale per la propria strategia sui social.

Via libera quindi ai Reels su Instagram, ai TikTok e a Youtube Shorts, quest’ultima novità del 2021 e che probabilmente, continuerà ad evolversi nel nuovo anno. Senza dimenticare lo storytelling: sappiamo che oggi va tanto di moda dirlo, ma creare una connessione emotiva tra voi e gli utenti attraverso il racconto, sarà fondamentale nel 2022.

E allora sfruttiamo questa opportunità come brand, sbottonandoci un po’, raccontando qualcosa di noi, i nostri successi, gli obiettivi ancora da raggiungere e le difficoltà che abbiamo incontrato. Il segreto è essere autentici, genuini e coerenti: solo così potrete risultare credibili, stabilendo una connessione unica con il vostro target.

E in tutto questo Facebook che fine farà?

Verso… Meta

Ha rischiato di essere travolto, si, dall’enorme crescita dei competitor. Ma solo qualche mese fa, ha ricordato a tutti qual è il suo posto, lanciando il Metaverso: un universo parallelo, dove gli utenti saranno iperconessi e potranno agire – come nel mondo reale – in una sorta di mondo digitale fittizio. Prima di arrivare al Metaverso, però, passerà ancora qualche anno.

E Zuckerberg come intende difendersi dal successo di TikTok? Beh, puntando a tutto ciò che TikTok non ha, ossia gli strumenti per rivolgersi a pubblici di nicchia, anche molto ristretti: i gruppi, per esempio, da collegare alla propria pagina aziendale oppure le Live Audio Room, ossia la risposta di Facebook al successo di Clubhouse e, infine, Facebook Live per connettersi in tempo reale con i propri followers. Nel 2022 arriveranno probabilmente anche i Facebook Reels ed è lecito aspettarsi anche una spinta in più ai contenuti organici (così come sta avvenendo su Instagram).

E come anticipo al Metaverso, nel 2022 sarà la realtà aumentata a fare da padrona. Sarà uno strumento in più soprattutto per gli e-commerce, che potranno offrire la possibilità di provare un prodotto ancor prima di acquistarlo, una bella opportunità per settori come abbigliamento o cosmetica.

E per il settore B2B? Secondo Hubspot, il 70 % dei marketing manager investirà di più su Twitter col nuovo anno, mentre il 63% punterà maggiormente su Instagram. Non dimentichiamo LinkedIn: gli ultimi mesi sembrano il preludio di grandi cambiamenti: come la stessa società ha fatto intendere, i video giocheranno un ruolo sempre più importante, così come la creazione di contenuti da parte degli utenti attraverso i nuovi profili Creator (inaugurati qualche mese fa). LinkedIn si conferma quindi la piattaforma preferenziale delle aziende per le aziende.

La rivincita dei video: testi e immagini diventeranno obsoleti?

Come già accennato, i contenuti video stanno prendendo sempre più piede nel mondo social e non si tratta di certo di un fenomeno passeggero: giusto qualche mese fa, Instagram ha dichiarato pubblicamente – e senza troppi giri di parole – che la piattaforma non sarà più incentrata sulle foto, così come era stato ideata e così come lo abbiamo conosciuta. Accanto ai post, caroselli e stories appariranno quindi sempre più Reels e Video, spinti da un algoritmo più “sensibile” – se così possiamo dire – a questo tipo di contenuti. Ma non solo Instagram: anche Facebook introdurrà i Reels nel 2022 e persino LinkedIn pare abbia in serbo più strumenti per promuovere questo tipo di contenuti (eliminando le stories giusto qualche settimana fa, per far largo a tutta una serie di novità nel 2022).

Persino il Re incontrastato dei video, Youtube, sta cedendo alla TikTok-Mania: con il lancio di Youtube Shorts, anche Google non vuole rimanere indietro e apre a dei video più brevi, dando alla piattaforma una veste tutta nuova. È probabile che nel 2022 ci siano delle evoluzioni in questo senso, in qualche modo collegati anche all’intenzione di Google di dare maggior importanza ai contenuti video e audio tra i risultati di ricerca.

Ma come dovrà muoversi un’azienda che desidera cogliere questo trend?

Per prima cosa, mettersi in gioco: che sia su TikTok, Instagram o Youtube mettiamo al bando i video testuali, senza personalità, freddi e distaccati. É fondamentale che gli utenti vi vedano, vi conoscano, capiscano che dietro quel brand, dietro quell’e-commerce, dietro quel processo di produzione ci sono delle persone esattamente come loro, con le loro incertezze, con i loro pregi e difetti e con le loro storie da raccontare. E quindi spazio a video dietro le quinte (che mostrino ad esempio la vita in ufficio, o particolari fasi del processo di produzione del prodotto), video brevissimi che inseguono i trend più popolari sulle piattaforme, video tutorial o video informativi in cui spieghiamo processi e strategie.

Questi, chiaramente, sono solo degli esempi ed è importante capirlo, soprattutto perché la vostra strategia video (e non solo quella!) deve avere un unico obiettivo: l’utente. Se conosceste già molto bene il vostro target, potreste già essere in grado di comprendere quali sono i trend topic per il vostro pubblico. Al contrario, la chiave è sperimentare e analizzare: fate delle ricerche sul vostro utente, cercate di capire come si comporta, cosa cerca quando comunica con un competitor, perché solo così potrete capire quali contenuti si prestano meglio alle sue necessità.

Una volta individuato il trend topic per il vostro utente target, non vi resta che registrare: il bello dei Reel o dei TikTok è che non serve avere un set professionale, basta uno smartphone, al massimo una ring light e il gioco è fatto.
Per quanto riguarda il montaggio del video, non servono software particolarmente complessi: bastano solo delle app specifiche e un minimo di dimestichezza con sovrapposizioni, transizioni e tagli.

Il testo gioca un ruolo importantissimo in questo tipo di contenuti: sebbene ci siano una o più persone che parlano o spiegano qualcosa, è sempre consigliato prevedere dei sottotitoli che diano la possibilità di leggere e comprendere anche senza attivare l’audio. E la musica? Anche questo è un elemento da non sottovalutare: scegliere i brani più trend proposti dalle piattaforme è sempre la scelta migliore, anche se pare non ci sia una correlazione tra video divenuti virali e brani in tendenza. Come sempre occorre pensare allo stile comunicativo del video e a ciò che potrebbe piacere all’utente finale.

Il Tone of Voice deve rispecchiare quello dei contenuti testuali? Beh, questo dipende da molte cose, in genere si predilige una certa omogeneità e coerenza per rimanere riconoscibili agli occhi del pubblico che già ci conosce. Tuttavia, bisogna anche saper rispettare le inclinazioni della piattaforma: se siete avvocati, potrete metaforicamente “indossare la toga” su LinkedIn o Youtube, mentre su TikTok dovreste avere un atteggiamento e uno stile comunicativo più informale, meno ricercato e più semplice da comprendere. In questo e in molti altri casi, è la piattaforma (e lo scopo per cui è stata creata) a guidarci nella scelta del tone of voice più indicato.

Non si tratta quindi di un trend che le aziende possono ignorare: gli algoritmi spingono molto questo tipo di contenuti a discapito di altri tipi di interazione e, in vista del Metaverso, forse dovremmo davvero abituarci a “metterci la faccia”.

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